Una società che vende software per la GEO vale un miliardo di dollari. La disciplina che quel software dovrebbe “domare”, secondo Google, non esiste, dato che si tratta ancora di SEO. Lo sappiamo ormai da mesi, tuttavia a chi lavora con i contenuti (e incassa anche dalla promessa di ottimizzarli per i motori generativi) conviene non farlo notare al grande pubblico. Mentre tutti continuano a chiedersi “la GEO esiste?” o “la GEO funziona?”, voglio spostare un attimo il focus della questione. E tornare alle origini con una domanda ancora più semplice, vecchia quanto il mondo. “Chi ci guadagna?”.
Il giro di denaro dietro la GEO
I soldi legati al mercato degli strumenti di AI visibility sono tanti. Tra l’estate 2025 e la primavera 2026 varie aziende avrebbero raccolto fino a 300 milioni di dollari, secondo stime interne al settore.
Profound è il caso limite. La startup in 18 mesi ha raccolto 155 milioni di dollari in quattro round di finanziamento, arrivando a una valutazione di un miliardo e a un portafoglio clienti che include circa il 10% delle aziende Fortune 500.
Peec AI, startup di Berlino, ha raccolto 29,1 milioni di dollari e a giugno 2026 trattava un nuovo giro a una valutazione di 200 milioni, il doppio di 8 mesi prima.
A finanziare la corsa ci sono alcuni dei fondi di venture capital più celebri della Silicon Valley: Sequoia (dietro Apple, Google e WhatsApp), Kleiner Perkins (Amazon, Google), Lightspeed, Singular e l’acceleratore di startup Y Combinator, da cui sono passate Airbnb, Stripe e OpenAI.
Sono alcuni dei nomi che ricompaiono, ciclo dopo ciclo, nella corsa all’oro tecnologica: la bolla dot-com, i social network, le criptovalute, l’AI. Vederli arrivare in massa su un nuovo mercato ci dice poco sulle tecnologie adottate e molto sull’interesse che sta attorno alla GEO.
Cosa vendono le aziende
La maggior parte di questi tool fa monitoraggio: controlla se e con che frequenza un brand viene citato nelle risposte di ChatGPT, Perplexity o delle AI Overview. Alcuni aggiungono funzioni di ottimizzazione o di generazione di contenuti. Tuttavia è il reporting a essere il core business della GEO.
Certo, sapere se un’AI ti cita è un dato utile. Ma l’assenza di veri strumenti e nuove metriche per valutare l’operato on-page conferma che l’ottimizzazione vera, quando c’è, coincide con le best practice SEO che conosciamo da anni:
- contenuto utile;
- fonti verificabili;
- struttura pulita;
- autorevolezza ed esperienza di chi scrive.
Eppure i fuffaguru continuano a parlare di una disciplina nuova che richiede strumenti nuovi e nuovi investimenti.
La società di ricerche di mercato Dimension Market Research stima il mercato GEO in circa un miliardo di dollari nel 2026 e lo proietta a 17 miliardi entro il 2034. Non si tratta certo di un report imparziale. Ma questi numeri, che circolano negli ambienti che contano, giustificano i tanti investimenti – e le importanti richieste di denaro fatte a clienti e aziende.
Il modello dei pagamenti continui
Secondo l’AI Visibility Index di Semrush, le fonti citate dalle AI cambiano molto da un mese all’altro. La visibilità di una pagina è quindi volatile per natura, il che giustifica il monitoraggio continuo. E quindi un abbonamento a tempo indeterminato.
I costi di agenzia
Oltre ai tool ci sono poi le agenzie, che per i programmi AEO e GEO chiedono fissi tra i 2.000 e i 10.000 dollari al mese, secondo una rilevazione dell’agenzia Digital Elevator.
Il conto, per chi compra il servizio, sale in fretta. Sia chiaro: l’ottimizzazione dei contenuti costa e deve essere profumatamente retribuita. L’importante è essere chiari con i clienti ed evitare di vendere fumo.
Per Google e Bing valgono le regole SEO
Questo mercato da oltre un miliardo di dollari è costruito su una premessa che i motori di ricerca rifiutano.
Google ha precisato quest’anno, nella sua guida ufficiale, che ottimizzare per l’AI significa fare SEO. Mountain View parla ovviamente del modo di funzionare dell’AI Mode e della AI Overview.
Microsoft è dello stesso avviso dell’azienda concorrente. Alla domanda diretta se anche per Bing valesse la stessa regola dichiarata da Google, Fabrice Canel, product manager di Bing Search, ha risposto: “Assolutamente, al 100%!”.
Sia chiaro: queste indicazioni sono limitate ai due motori di ricerca più utilizzati. Non abbiamo evidenze né risposte ufficiali dalle altre piattaforme riguardo le best practice per essere nominati, solo l’esperienza diretta di content marketer.
I tool GEO possono essere utili?
Chiariamoci. Chi compra uno strumento GEO non è automaticamente uno sprovveduto. Un tool di monitoraggio può avere senso. Se un brand vive di reputazione, conoscere come viene citato dalle AI è un’informazione importante per le strategie di marketing. Un po’ come lo era sapere la propria posizione in SERP.
Insomma sapere se e come ti citano può valere anche un grosso investimento. Ma l’idea che serva un mestiere nuovo per ottenere menzioni a oggi non è dimostrabile. Diffida da chi prova a venderti formule e metodi per apparire nei risultati dei motori di ricerca generativi, invece di report da analizzare insieme per capire come creare meglio i tuoi contenuti.
Fonti
Surmado, I migliori strumenti di AI Visibility del 2026, Surmado, 2026 Apri la fonte originale: I migliori strumenti di AI Visibility del 2026
Profound, Profound raises $96M Series C at $1B valuation, Profound, 24 febbraio 2026 Apri la fonte originale: Profound raises $96M Series C at $1B valuation
Thomas Macaulay, Peec AI seeks $200M valuation as GEO heats up, The Next Web, 29 giugno 2026 Apri la fonte originale: Peec AI seeks $200M valuation as GEO heats up
Dimension Market Research, Generative Engine Optimization (GEO) Market, Dimension Market Research, 2026 Apri la fonte originale: Generative Engine Optimization (GEO) Market
Semrush, AI Visibility Index, Semrush, 2026 Apri la fonte originale: AI Visibility Index
Digital Elevator, AEO and GEO Pricing Guide, Digital Elevator, 2026 Apri la fonte originale: AEO and GEO Pricing Guide
Google Search Central, Funzionalità AI e il tuo sito web, Google, 2026 Apri la fonte originale: Funzionalità AI e il tuo sito web
Fabrice Canel, Risposta sulle regole SEO per Bing, X, 31 luglio 2025 Apri la fonte originale: Risposta sulle regole SEO per Bing
